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	<title>a Roma &#124; Leonardi Hotel Roma &#187; Giorno 4</title>
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	<description>Eventi a Roma</description>
	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:34:06 +0000</pubDate>
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		<title>La Via Appia Antica</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 15:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-121" title="96_4_04" src="http://www.leonardihotels.com/roma/wp-content/uploads/96_4_04-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />Una passeggiata lungo il basolato originale dell’Appia                Antica è una conclusione ideale per un soggiorno a Roma e                un’occasione per ritrovare ancora una volta la suggestione                delle memorie storiche in un contesto naturale senza pari. La più                antica (IV sec. a.C.) delle strade consolari è una testimonianza                importante del genio pratico dei romani che concepivano il loro                sistema viario come modo di prendere possesso del mondo e dominarlo.                I grandi rettilinei permettevano di spostare le truppe in maniera                rapida ed efficiente e favorivano gli scambi commerciali. Nel costruirli,                i romani non assecondavano la natura del territorio ma lo modificavano                bonificando paludi, costruendo ponti e tagliando colline. La Regina                Viarum, realizzata dal censore Appio Claudio Cieco che le diede                il nome, si dirigeva verso sud e fu nel tempo prolungata fino a                Brindisi, porta dell’Oriente. Percorrendo il tracciato antico,                costituito da strati sovrapposti di materiali diversi, si comprende                come la carreggiata fosse larga a sufficienza da permettere la viabilità                nei due sensi e che gli ampi marciapiedi fossero destinati a chi                viaggiava a piedi. La quiete odierna, con i lunghi filari di pini                e cipressi alternati a resti di monumenti funebri, e la vista dei                Colli Albani in lontananza, sembra rendere ancora più remoto                il traffico di uomini e mezzi che animava un tempo questa strada,                rievocato dai segni prodotti dalle ruote dei carri sui lastroni                di basalto. Eppure, forse nel corso di queste giornate romane la                distanza tra il passato e il presente si è accorciata e si                può ripartire portandone un po’ con sé.</p>
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		<title>Le Catacombe</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 15:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giorno 4]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una visita alle catacombe dell’Appia Antica permette          di risalire alle origini della presenza cristiana a Roma e di esplorare          uno degli aspetti fondamentali della sua identità. Le catacombe          sono infatti i cimiteri sotterranei dei primi cristiani, situati al di          fuori delle mura cittadine nel rispetto dell’uso antico che proibiva          la sepoltura dei morti nel centro abitato. Si presentano come una serie          di livelli dotati di cunicoli scavati nel tufo, una roccia vulcanica piuttosto          friabile che s’indurisce a contatto con l’ossigeno contenuto          nell’aria. I defunti, avvolti in un sudario, venivano deposti in          loculi e cripte ricavate lungo le pareti dei cunicoli stessi e sigillati          con lastre di terracotta o di marmo, secondo le possibilità economiche.          E’ interessante notare come la stratificazione dei livelli, dettata          dalla necessità di sfruttare al massimo il terreno molto costoso,          vada interpretata in senso opposto rispetto ad un sito archeologico vero          e proprio. Il livello più antico è infatti il primo a cui          si accede, immediatamente al di sotto del livello del suolo, e se ne scavavano          altri più in profondità a mano a mano che venivano riempiti.<br />
Una persistente tradizione identificava nelle catacombe i nascondigli          dei primi cristiani durante le persecuzioni, ma in realtà esse          erano utilizzate esclusivamente come cimiteri e per le pratiche devozionali          legate alla presenza delle tombe di santi e martiri. Gli affreschi e le          iscrizioni sulle lapidi indicano che la morte veniva concepita come riposo          prima del risveglio alla vita eterna e le catacombe come luogo di transizione,          e ciò in contrasto con le necropoli pagane, ritenute dimora definitiva          dei defunti. Se si desidera proseguire, l’area pedonale dell’Appia          Antica è facilmente raggiungibile a piedi dalle catacombe più          importanti.</p>
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		<title>Galleria Borghese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 15:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Situata nel verde del parco pubblico più amato          dai romani, la Galleria Borghese è un autentico scrigno di tesori          artistici, frutto del collezionismo del Cardinale Scipione Borghese, che          [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-116" title="96_4_03" src="http://www.leonardihotels.com/roma/wp-content/uploads/96_4_03-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" />Situata nel verde del parco pubblico più amato          dai romani, la Galleria Borghese è un autentico scrigno di tesori          artistici, frutto del collezionismo del Cardinale Scipione Borghese, che          nei primi del 1600 fece costruire questa villa nella proprietà          suburbana donatagli dallo zio, papa Paolo V, proprio per collocarvi la          sua raccolta. Per fruirne al meglio, è bene portare con sé          all’interno della galleria l’impressione del parco e dell’aria          aperta circostanti nella felice fusione di arte e natura che ormai riconosciamo          come tipicamente romana. Si ritrova ancora, come ai Musei Vaticani, l’equivalenza          tra “contenitore” e “contenuto”, in cui il valore          artistico delle singole opere viene potenziato dalla ricchezza decorativa          delle sale che le ospitano. Occorre tenere a mente che la Galleria Borghese          nasce come collezione privata e che le opere e la loro disposizione non          rispondono a criteri didattici (periodo, soggetto), ma riflettono piuttosto          il gusto e gli intenti dei suoi antichi proprietari. Imperdibile la serie          di sculture realizzate per il cardinale dal giovane Gian Lorenzo Bernini          (Enea, Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, e il David) che sembrano          volerci invitare a partecipare alle loro vicende, l’Amor Sacro e          Amor Profano di Tiziano, i capolavori di Caravaggio e la mirabile Principessa          Paolina Borghese, sorella prediletta di Napoleone, ritratta dal Canova          come Venere Vincitrice. Il Cardinale Borghese era famoso soprattutto come          scopritore di nuovi talenti e per i metodi, spesso poco leciti, nell’          ottenere le opere che desiderava. Non esitò infatti a far trafugare          la Deposizione di Raffaello da una chiesa di Perugia e fece imprigionare          il pittore Domenichino che non voleva cedergli un quadro commissionatogli          da un altro cardinale.</p>
<p>Prima di lasciare il parco, si suggerisce di salire                sul <strong>pallone aerostatico fisso più grande del mondo</strong>,                al Galoppatoio di Villa Borghese, nei pressi di Porta Pinciana,                per godere di una vista spettacolare e davvero inedita sulla città.</p>
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